Vittorio Centrone, un artista a tutto tondo

Vittorio Centrone è un artista a tutto tondo che dopo aver toccato nel 2004 il vertice delle classifiche europee (è la voce maschile del brano “Dragostea Din Tea”, ricordate?), ha creato il suo alter ego immaginario, Lemuri il Visionario, diventato poi un fumetto e un’opera rock grazie alla matita di Giulio De Vita. Da qualche settimana è uscito il suo nuovo singolo “Niente da dire” che anticipa l’album “Viaggio al centro di un cuore Blu”.

CMZ: Molti nella scelta del nome d’arte si rifanno a città, personaggi ed altro, il tuo da dove deriva?
Vittorio Centrone:
Deriva da un soprannome che mi fu dato in adolescenza. Un mio amico intravide una somiglianza tra il mio volto, incorniciato da spessi occhiali da miope, e quello di alcune proscimmie che vivono esclusivamente in Madagascar chiamati Lemuri. Così pronunciò quel nome durante una trasmissione radio e quel nome di battaglia rimase. Quello che entrambi all’epoca non sapevamo però, era che il nome delle proscimmie derivava dal nome con cui gli antichi romani usavano chiamare gli spiriti dei defunti e anche che secondo un’antica leggenda, Atlantide in origine si sarebbe chiamato continente Mu o Lemuria ed i suoi abitanti sotto forma di spirito si chiamassero Lemuri. Quindi questo strano nome che il destino mi aveva regalato racchiudeva in sé tutti gli elementi evocativi per essere quello del mio alter ego artistico.

CMZ: Qual è il tuo modo di concepire la musica e quali artisti ti hanno influenzato nel tuo percorso?
Vittorio Centrone:
Ho sempre visto la musica come un mezzo magico potentissimo per poter superare il sottile confine che separa la realtà dai sogni. Spesso sono riuscito a canalizzare idee e concetti di cui non ero nemmeno a conoscenza attraverso l’ascolto e la composizione della musica. Ovviamente gli artisti che mi hanno maggiormente influenzato sono coloro che identifico come maghi capaci di creare realtà parallele. Faccio tre nomi tra tanti. Peter Gabriel, David Bowie e Ivano Fossati.

CMZ: In questo mondo dove molti escono dai talent, tu come “personaggio” come ti senti rispetto a loro?
Vittorio Centrone:
Diciamo che ho fatto il percorso più lungo, quello che una volta si chiamava “gavetta”. Ho avuto quindi la fortuna di poter sperimentare molte variabili del mestiere di musicista e autore prima di arrivare all’idea di creare un alter ego, scrivere una storia, realizzare uno spettacolo multimediale e inventare il magico mondo dove vive Lemuri il Visionario. Non so dire se avere la possibilità di accorciare queste tempistiche attraverso un talent sia un bene o un male. Sicuramente guadagnare una notorietà improvvisa senza avere le idee chiare sulla propria identità artistica è una situazione ad alto rischio.

CMZ: Ti senti più libero come “autore” rispetto agli esordi?
Vittorio Centrone:
Sicuramente. Per una questione di consapevolezza del mio stile e di un numero maggiore di mezzi espressivi che ho acquisito con l’esperienza.

CMZ: La musica ha subìto più di altri settori gli effetti della pandemia, che futuro vedi per questo settore fondamentale per la cultura italiana e non solo?
Vittorio Centrone:
Credo fermamente che non sarà certo una pandemia a fermare un’espressione così pura e potente come la musica. Sono più che sicuro che, come tutte le grandi difficoltà della vita, quest’esperienza distopica possa trasformarsi in un nuovo rinascimento artistico. Il pubblico ha voglia di rivivere l’esperienza del concerto e gli artisti altrettanto.

CMZ: In questa nostra liquida società, quali sono i tuoi punti fermi?
Vittorio Centrone:
Ne ho sempre avuto uno che in realtà ne racchiude molti altri. Mi sono imposto la regola di tradire me stesso il meno possibile e quindi di seguire il vento delle mie passioni. In parole povere cerco di fare soltanto cose che mi piacciono veramente.

CMZ: Quali sono le tue passioni oltre la musica?
Vittorio Centrone:
Fin da bambino ho sempre amato osservare il comportamento degli animali. Prima di scoprire la musica sognavo di fare l’etologo. Adoro i felini ed i gatti in particolare. In questo momento ne ho quattro.

CMZ: Stai pensando già ai prossimi concerti, nel rispetto ovviamente delle prescrizioni e del distanziamento sociale?
Vittorio Centrone:
Con alcuni promoter siamo in parola per l’estate. Si parla di agosto. Incrociamo le dita.