Vie delle indecisioni – Batracomiomachia (Recensione)

Per chi crede fortemente nell’esistenza dell’indie in Italia, nei suoi suoni innovativi portati alla ribalta negli ultimi anni, divenuti apprezzabili da ormai sempre più ascoltatori, è giunto il momento di dare una possibilità a questo gruppo che, affacciandosi timido alla compagine musicale, con l’ultimo album si fionda a ‘’gamba tesa’’ in questo strepitoso genere musicale.
Vie delle indecisioni gruppo di Chieti nato nel non lontanissimo 2014. Ad un anno di distanza di uscita dell’ album d’esordio Merda d’artista, la brigata teatina si riaffaccia all’universo musicale con Batracomiomachia. Rispetto al primo album, si può notare indubbiamente una crescita stilistica e una maggiore ponderazione nella creazione dei brani, i quali presentano sfumature pop, notevolmente udibili all’interno delle prime tracce.
Rispetto a Merda d’artista quello che si può notare è la voglia della Band di sperimentare ma soprattutto emerge una chiara voglia di raffinarsi, soprattutto musicalmente. Oltre ad un tocco di pop, necessario per far decollare la gang, presente una nuance di elettronica. Come per Merda d’artista il quale, con un primo ascolto, rievoca i Litfiba e il camaleontico Piero Pelù, anche il secondo album è carico di influenze e richiami.
Presente Lo Stato Sociale, amatissimo gruppo Bolognese, e indubbiamente I Cani, idea che nasce dal produttore e cantautore romano Niccolò Contessa il quale nel 2010 si prefissò un obiettivo: sfondare. Pienamente riuscito con gli ultimi due album: Glamour e Aurora (a chi non li avesse mai ascoltati, consiglio vivamente di farlo). Echeggia all’interno della traccia La democrazia nelle mie mutande, il singolo lancio dell’album Glamour: Lexotan. Se i ragazzi seguissero alla lettera l’esempio di Contessa, sarebbero già a buon punto!
L’album è sostanzialmente un racconto personale, un crescendo di esperienze, dalla prima traccia all’ultima, da Vent’anni ad Aquiloni. Vengono raccontati i dissidi interiori giovanili e meno, le guerre perse in partenza contro se stessi e le guerre contro gli altri, intraprese solo perché non si sta bene con se stessi. Guerre riportate con un’evidente e tagliente ironia all’interno della traccia titolo dell’album: Batracomiomachia, nome derivante dal greco antico Βατραχομυομαχία, poemetto che racconta la guerra di rane e topi, generalmente attribuita ad Omero, i più hipster tra noi adoreranno il riferimento.
I ragazzi narrano anche di storie d’amore con irriverente sarcasmo. Mesi prima dell’uscita ufficiale dell’album, esce Memorie, il singolo lancio dell’album.
Che dire? Mix perfetto di melodia, testo e voce. Com’è di rito per gli esordi, si ricorda La fine dei vent’anni o Prima o poi ci passerà di Motta, singolo caratterizzato da una classica malinconia e da una verità facilmente riscontrabile alla fine di una storia d’amore, quando vuoi solo rimanere rannicchiato nella tua stanza a cercare di sradicare ogni possibile traccia della tua lei o del tuo lui, dalla tua vita. Successivamente viene pubblicato il secondo: Auf Wiedersehen. Già solo il nome è tutto un programma. Drammi, litigi e rotture quelle che portano gli artisti a scriverlo. Necessario per superare con un filo di leggerezza una storia finita male. Traccia immancabile all’interno di un album di una Band così.
Album nel complesso piacevole, molto, non avrà fatica ad entrare nella quotidianità degli amatori del genere e non; è proprio questo che li caratterizza: non è settoriale, spazia. Si, perché quello che si può riscontare dopo aver ascoltato l’album, almeno due volte, è che non stanca. Si può benissimo ascoltare la mattina appena svegli, in macchina per andare a lavoro o tornati a casa la sera dopo una giornata di merda. Usufruibile per qualsiasi situazione.
L’emergente band teatina è piena di cose da dire e carica di farsi amare in tutte le sue sfumature e questo si sente. Buon per loro!
Voto? 7 pieno, ha chiaramente ancora tanto sia da dimostrare che da dare. Lo consiglio? ASSOLUTAMENTE Sì. Scaricato e inserito nella playlist? ASSOLUTAMENTE Sì.

Caterina

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