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“Think Of Paradise”, il nuovo album di Ruben Minuto.

Ruben Minuto è un musicista molto apprezzato, sia in Italia che a livello internazionale, soprattutto quando si parla di “americanità”: bluegrass, country, old time music, blues e southern rock. Dopo una trentennale carriera come cantante, chitarrista, bassista e mandolinista, con svariate collaborazioni, spesso al fianco di artisti statunitensi, e una dozzina di album all’attivo, giunge al suo terzo album come solista: “Think of Paradise”, che esce venerdì 22 Novembre.

Think of Paradise è composto da dieci brani originali dove, tra performance vocali e chitarristiche vibranti, esce tutta l’esperienza maturata in tanti anni tra palchi e studi di registrazione da Ruben, e si avverte la determinazione e la chiara intenzione di lasciare il segno. A queste si aggiunge una reinterpretazione in chiave “southern” di un bellissimo brano bluegrass di Bob Amos. Con questo nuovo lavoro discografico si consolida il sodalizio ultraventennale con Luca Andrea Crippa, che al fianco di Ruben ne fa emergere l’anima più rock. Musicalmente l’album si muove soprattutto in territori southern rock (Blackberry Smoke, Gregg Allman e – naturalmente – Lynyrd Skynyrd le maggiori influenze), ma vi sono anche incursioni nel country-rock dei primi anni ’70 o ancora nell’old time music.

La Fender Telecaster e la voce incisiva di Ruben Minuto si muovono in un mare tempestoso di chitarre slide e lapsteel di Luca Andrea Crippa e Cris Mantello, organo e piano honky-tonk di Riccardo Maccabruni, organo Hammond di Larsen Premoli, sostenuti dalla batteria di Alessio Gavioli, dal basso (suonato dallo stesso Ruben Minuto), con ospite Andrea “Briegel” Filipazzi dei Ritmo Tribale e dai cori a cura di Antonio Cirio e Max Ghirardelli. “Think of Paradise” – prodotto da Ruben Minuto, Luca Andrea Crippa e Larsen Premoli – è una sorta di concept album con una doppia chiave di lettura, personale e collettiva, ricco di simbolismi e fortemente legato all’amore dell’autore per la natura. Al nichilismo imperante e ai messaggi di pericolo che ci arrivano tanto forti e chiari quanto inascoltati, la risposta è quella di un vecchio country man che invita ad aprire gli occhi al senso e al valore delle cose che ci stanno dinanzi e a riprenderci la vita.

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