“Shaker”, l’album d’esordio di Paraguaj

Paraguaj, nuovo progetto elettronico del barese Alessandro Montano, classe ’80.
Dopo aver pubblicato 1 ep ed 1 disco sotto il nome di “Super Disco” fra il 2018 ed il 2019, nel 2020 si presenta con un “nuovo vestito”, una sorta di metamorfosi artistica che lo porta verso sonorità più esotiche e di diverse latitudini come il blues arabo, l’afrobeat, la digital cumbia, la slow house, la tropical, con influenze artistiche come The Maghreban, Nicola Cruz, Zombie Zombie, Acid Arab, Chancha via Ciruito ed El Buho; ecco così la decisione di cambiare il suo nome artistico in Paraguaj, un nome più conforme alla musica che Alessandro ora produce.

“Shaker”, album d’esordio di Paraguaj, uscito il 13 Marzo per l’etichetta Last Floor Studio, è un insieme di beat e campioni elaborati, dove troviamo il funk, l’hip-hop, le colonne sonore dei film western, il Messico, l’Oriente, il burrito, il kebab, Tarantino, Wonder Woman, Bruce Lee, Batman (quello con Adam West) e pure Stranger Things!

La chiave di volta del disco è stato l’incontro con l’etichetta che lo ha prodotto, Last Floor Studio. Grazie a loro Alessandro si è ritrovato a suonare in posti splendidi condividendo performance con musicisti meravigliosi: Sabrina de Mitri al sax che ha improvvisato sui suoi beat sulla spiaggia in riva al mare e in una seconda occasione con Sebastiano Lillo alla chitarra resofonica, sulla terrazza di un borgo splendido del brindisino. Gli esperimenti sono andati così bene che la gente chiedeva da quanto suonassero insieme, anche se in realtà il concept creato da Last Floor Studio (il Last Floor Electronic) è quello di mettere insieme musicisti di matrice elettronica e strumentisti, che tra loro non si conoscono, dando vita ad un live improvvisato con ogni volta un risultato unico e diverso. Quando Alessandro sentì questo tipo di considerazioni, gli venne naturale cercare una collaborazione, cosa che poi s’è concretizzata con la partecipazione di questi musicisti nel suo album, appunto quelli di Sabrina e Sebastiano. E non finisce qui perché al lavoro partecipano anche Giovanni Chirico (zufolo siciliano) ed Umberto Coviello (chitarra), aggiungendo un tocco personale preziosissimo che altro non fa che aumentare il valore artistico del disco. Anche in questo caso la Puglia è stata sinonimo di contaminazione!

Il titolo del disco è “Shaker” per un motivo semplicissimo: lo shaker, campionato, strecciato, suonato, è il flusso che collega tutte le tracce; in più è uno strumento quasi rudimentale che però si trova nella musica fatta a tutte le latitudini, semplice, sabbia e legno nella maggior parte dei casi. Sottolinea la sincope. Con questo disco Alessandro ha voluto parlare di multiculturalità, di semplicità e fisicità, di paesaggi e profumi. A volte vuole parlare, a volte far ballare. Che poi parlare, ballare e suonare, sono esattamente la stessa cosa.

Streaming – https://open.spotify.com/album/51mNohNFiU6F81yuMDisCw