Presidenti A Tempo Perso – “Crepa, cuore”

Chi sono i Presidenti a Tempo Perso? Un quartetto capitolino che fa capo a Matteo Rotondi, autore di tutto il settebello del debut-e.p. :“Crepa, cuore”. Titolo che desta larga riflessione, con quel crepa aperto al doppio senso: imperativo a morire o fessura aperta nel nostro cuore? Bel dilemma, ma poco cambia: comunque si interpreti, c’è la ferrea certezza che in questo lavoro alligna la sferzata nostalgica, una miriade di sentimenti in eterno conflitto che l’umanità si ritrova a dover gestire repentinamente, in scenari che cambiano all’improvviso senza essere, spesso, pronti a fronteggiare la pulsione o l’avversità. Ed il cuore come reagirà? Con un battito che si sdoppia per eleggere sempre la vita, per rinvigorire l’istinto alla reazione, per non naufragare su isole di pensiero comatose . Dopo il breve “Preludio” pop , dagli indizi placidi e carezzevoli, si passa a “Tutto tace” con un bel giro d’acustica a sostenere l’impianto assemblativo, in cui il resto degli strumenti sono perfetti gregari per portare a casa un risultato pregevole. Invece, in “Sollevamento pesi” una cinesineria si fonde con un ukulele brioso che incanala l’insieme in una fresca soluzione stilistica, con un finale maestoso. Gli accordi delicati di “Ottovolante” convincono, insieme ad incursioni melodiche ben curate: decisamente uno tra gli episodi migliori dei sette in elenco. L’elemento tematico di spicco dell’e.p. è il sentimento ondivago che caratterizza l’indole, col suo via-vai di mood contrapposto, verace e viscerale ma, in nessun caso, rassegnato a ruolo passivo, ad alzar bandiera bianca ma, bensì, con quello spirito reattivo che tanto suscita fierezza di esser vivi . Anomala e suggestiva “Rottami” è traccia che cala l’asso vincente della variabilità strutturale, con pizzichi d’elettronica ed effettistica sospensiva, sulla scia dei Radiodervish e poi ha la particolarità di continuarla con un “reprise” strumentale più vigoroso. Infine, “Attico” è la carezza istintiva che i Presidenti a Tempo Perso implementano nell’intimo, con tocchi di soffusi ingredienti esecutivi. “Crepa, cuore” è un lavoro da non prendere sottogamba e distrattamente, in quanto capace di suscitare vibranti emozioni che, come un sentimento tormentato, non arriva ad essere capito nell’immediato, ma la piena decifrazione giungerà all’atto di essere disposti a sviscerarlo con fiducia e pazienza, con Il sollievo che non tarderà ad arrivare.

MAX CASALI