Pier Adduce – “La bottiglia blu”

Pier Adduce ritorna con un nuovo disco, questa volta da solo, senza il nome Guignol, da solista, con la giusta carica e voglia di dire ancora la sua, di sputare su un piatto ricolmo di cantautori di plastica, vuoti e senza senso apparente. “La bottiglia blu” è il nome del disco, una sbronza raffinata con ottimo vino d’annata che non fa troppo male alla testa. La penna di Pier Adduce è già conosciuta agli addetti ai lavori ed ai palati esigenti, la sua storia di certo non nasce recentemente e la sua dote è ormai nota. Il disco soddisfa nettamente le aspettative di chi scrive ed ascolta musica di un certo tipo e fa esclamare “cantautorato is not dead”. Il singolo rispecchia benissimo il messaggio del cantautore, arriva diretto, raccontare inquietudine, malinconia, raccontare i nostri tempi, i turbamenti, le paure, le ansie, le piccole cose. “La bottiglia blu” è proprio questo, un tripudio di ottime cose, raccontate bene, a prescindere dal gusto personale, dalla critica e dal giudizio. L’arte di Pier Adduce va oltre il tempo e lo spazio e si ritrova condensata in un disco che racconta un’artista che non ha ancora mollato, che non crede alle mode e che si rifugia ancora combattendo a denti stretti una guerra contro l’arte, la musica, la cultura, che non ci vedrà mai sopperire, anche oggi, quando tutto sembra un punto interrogativo. Ottimo disco, curato nei minimi dettagli con diverse ospitate sorprendenti che di certo non lascia l’amaro in bocca.