Pia Tuccitto: dietro le quinte del rock romantico

Un bellissimo nuovo disco dove la parola d’ordine è libertà. Libertà di essere e di decidere, libertà di far sue le scritture e di rivendicarne la paternità. Libertà di curare l’estetica ed ignorare le regole di mercato, le contrattualistiche, le ragioni sociali e la pubblicità dei media. Pia Tuccitto, probabilmente, in questo nuovo lavoro diviene totalmente rocker, nel suono come nel modo di starci dentro… forse più di altri momenti della sua carriera… forse. O forse è solo un nostro pregiudizio legato ad un sentimento di rivalsa e di felicità ogni qual volta leggiamo parole come indipendenza e libertà. “Romantica io” è un disco autoprodotto anche disponibile in vinile 33 giri dove Pia Tuccitto suona di nuovo e incide per la prima volta un grande successo come “E…” e poi scrive di suo pugno anche nuove canzoni che planano con morbidezza preziosa dentro strutture della nostra grande tradizione italiana, quella che ha contaminato generazioni e rivoluzioni. L’amore salvifico della seta che scorre dentro l’anima di un brano “orchestrale” come “Stupida per te” si mescola al ricordo sempre vivo di un inciso rock di ruggine e di ferro come “My Radio” e si fa compagna di ventura di brani come “Sto benissimo” che dentro le ossa cercano qualche fuori pista e qualche trasgressione di troppo. Un bel disco questo nuovo ricamo di romantico rock firmato da Pia Tuccitto.

CMZ: Il rock romantico di Pia Tuccitto: figlio della maturità o della resa verso le “rivoluzioni” di un tempo? 

PT: In questi anni la mia curiosità mi ha portato a crescere…la mia vita è proiettata verso l’alto, non mi arrendo mai, in caso cambio direzione … le più grandi ballate rock sono romantiche. Non sono una rivoluzionaria ma una che segue il suo istinto. Mi hanno accompagnato in questo album due grandi produttori rock che mi conoscono molto bene interiormente: Frank Nemola e Luca Bignardi…anche loro sono romantici.

CMZ: “La rocker” ha quell’atteggiamento di chi non si cura troppo di quel che accade attorno. Suona la sua chitarra e pensa solo a vivere di verità. Questo leggo tra le righe di questa copertina, anche forse condizionato dal suono di questo disco. Quanto sono fuori pista? 

PT: “La rocker” soprannome dato dal rocckettaro Nicola Lospericolato non segue la moda, ama stare in mezzo alla natura e all’arte, scrive quello che sente e, non si separa dalla sua chitarra rossa.

CMZ: Che poi ci piace molto questa immagine di una chitarra come lascia passare verso la verità di se stessi. In un certo modo è così che la descrivi. Aver potuto suonare la tua chitarra è un passo nel profondo della tua vita privata… una metafora forte ed importante. Cosa si nasconde dietro? 

PT: Hai centrato l’importanza della chitarra … metafora di Pia Tuccitto.

CMZ: Ad una rocker classica e pura come te non possiamo che chiedere: cosa pensi di questa nuova scena indie, che si mischia forse senza ragione nell’etichetta del rock sfoggiando un cuore digitale sfacciato ed imperante? Insomma secondo te, dalla tua lunga esperienza, cosa sta diventando la musica? 

PT: E’ un’evoluzione anche questa dove però non mi riconosco, sono molto più legata al passato dove la musica era fatta da geni.

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