“Penisola Spleen”, un’esordio di Ghiaccio

“Penisola Spleen” segna l’esordio di Ghiaccio, che muovendosi tra pop e rock definisce un primo capitolo interessante e da seguire con attenzione. Ne abbiamo parlato con lui per saperne di più.

CMZ: Ciao Ghiaccio, benvenuto. È da poco uscito il tuo primo singolo “Penisola Spleen”, quanto il progetto si identifica con questa canzone? O nelle prossime dobbiamo aspettarci novità?
Ghiaccio:
Ciao! “Penisola Spleen” rappresenta uno dei due “estremi” tra cui si muovono le canzoni che sto ultimando in questo periodo, l’estremo più rock. L’altro è decisamente più pop e sintetico. “Penisola Spleen” è la prima canzone che ho composto per questo progetto nell’estate del 2018 e che ha dato un po’ il la a tutto, quindi mi sembrava giusto farla uscire per prima. Sicuramente ci saranno delle novità!

CMZ: Come nasce la tua ispirazione come cantautore?
Ghiaccio:
Nasce molto dall’introspezione e dal bisogno di esprimere come mi sento e le cose che vivo. Ho sempre percepito quest’urgenza molto irrazionale e ho sempre suonato con il cuore prima che con la testa. E’ un po’ come cavalcare un’onda: se riesco ad incanalare l’ispirazione dalla parte giusta tutto esce naturalmente, ma basta un piccolo passo falso e scivolo. Ma è questo il bello, provare e riprovare. Essendo chitarrista prima ancora che cantante parto praticamente sempre da un giro di chitarra da cui sviluppo una melodia, e se la cosa mi sembra interessante inizio a lavorarci in maniera più metodica.

CMZ: E i tuoi testi?
Ghiaccio:
L’ispirazione per il testo ha un processo un po’ più lungo. Devo sentirmi realmente ispirato e avere per la testa qualcosa che sento l’urgenza di raccontare, e non è così tutti i giorni chiaramente. Traggo molta ispirazione dagli incontri/scontri con le persone, dalle lunghe chiacchierate, dai viaggi. Credo sia fondamentale poter fare esperienze di vita vera per scrivere di qualcosa, altrimenti non sai di cosa stai parlando, e mi sembra poco onesto. Voglio poter essere sincero e raccontare il mio punto di vista su quello che vivo sulla mia pelle, non per sentito dire.

CMZ: Quanto il 2020 ha influenzato i piani di Ghiaccio?
Ghiaccio:
Penso che i mesi di lockdown mi abbiano fatto realizzare quanto la musica sia per me fondamentale. L’esperienza con il mio vecchio gruppo, gli Alcesti, stava vivendo un momento di stasi e sono stati proprio i miei compagni di gruppo a spronarmi a dar vita a Ghiaccio. Quindi direi che questo 2020 ha sicuramente influenzato i miei piani.

CMZ: Se dovessi dare una definizione “da vocabolario” del tuo progetto, quale sarebbe?
Ghiaccio:
Musica per persone sensibili che amano le chitarre, le melodie un po’ malinconiche, i synth e un bel pizzico di riverbero. Può andare?!