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Padus – “Colloqui con il Satana”

Padus è una one man band proveniente da Rovigo, che propone un singolare dark metal con influenze ambient e doom. L’unico musicista autore di musiche e testi, nonchè esecutore materiale di tutti gli strumenti, compresa la drum machine, è MZ, il cui primo strumento però a quanto siamo riusciti a capire è il basso. Ed è proprio sul basso che l’opera viene imbastita, e il cui uso è tutt’altro che convenzionale, ma anzi viene sviscerato ogni tipo di suono, tramite effetti vari, per un risultato che secondo noi è particolare quanto convincente.

Sono otto gli episodi che compongono questo primo full-length di Padus, che arriva poco dopo il precedente ep “Diva Sporca. L’artista si è affidato alla auto produzione, ma il disco è promosso dalla intraprendente Broken Bones Promotion. I punti di riferimento di questa musica affondano nel dark sound tricolore che parte dagli anni Settanta, ma l’uso della drum machine, che spesso ha suoni apocalittici, riporta ai nostri tempi, o addirittura ad un futuro musicale che potrebbe arrivare.

Un album che non ha paura di osare, pensato dalla mente contorta di una sola persona, la quale non accetta il compromesso con qualsiasi tipo di scorciatoia più commerciale. Un unico blocco impenetrabile di litanie a Satana, dove la musica assume un feeling ritualisto e spiazzante, almeno sulle prime battute. Ci sono ampi margini di miglioramento, ma è da premiare la volontà di scendere in campo con qualcosa di totalmente fuori dagli schemi, che mescola antico e moderno, a volte con ottimi risultati.

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