Nadiè – Acqua alta a Venezia (Recensione)

Con “Acqua alta a Venezia” tornano le sonorità nineties dei Nadiè Il nuovo album dei Nadiè si intitola Acqua alta a Venezia, anticipato dal videoclip La bionda degli Abba, per la regia di Renato Chiocca e la partecipazione dell’attore Massimiliano Rossi.
«Hai un amico nella rete cinese che non segue mai Gesù/come dirgli che ha sbagliato religione come l’hai sbagliata tu?»: così il brano di promozione, dal prevalente gusto anni Settanta, si ricollega alla sesta traccia dell’album, Dio è chitarrista, in cui il soggetto protagonista del testo viene illustrato mentre «suole fare il suo assolo mistico, suona scalzo ai concerti […] accrescendo il sintomatico mistero».
È un disco di protesta, dunque, quello dei Nadiè che, adirati col mondo, esprimono sincera rabbia e sentimenti determinati. È tutto un grande urlo, letteralmente parlando: lo sfogo di Conigli culmina in grida scomposte, mentre i sussurri iniziali risuonano taglienti in In discoteca.
Composta da Giovanni Scuderi (chitarra, voce, testi, piano), Alfio Musumeci (batteria), Gianpiero Leone (basso), Francesco Gueli (chitarra), la band si è formata nel 2005 aCatania. Di chiara indole psichedelica, i Nadiè prediligono una scrittura trasversale e sbilenca. I loro testi in italiano sono il paradigma del genere alt-rock e mantengono ben forti alcune sonorità nineties.
Dopo il primo album Questo giorno il prosssimo anno, autoprodotto uscito nel 2009, il complesso incontra il favore della critica specializzata e compie un vero e proprio salto verso il successo, incrociando diversi artisti di livello. I Nadiè, così, condividono il palco in solitaria con gli affermati Afterhours, il cantautore Max Gazzè e molti altri.
Aggiudicandosi festival nazionali e premi della critica e collaborando per diverse colonne sonore cinematografiche, la band è giunta ora alla realizzazione del nuovo progetto, presentato live nella propria città natia, Catania, lo scorso 18 marzo.

Giulia Di Leo