MiCO, Tutto nasce semplicemente dalla voglia di esprimere le mie idee

MiCO è il progetto di Michele Santoriello che recentemente ha pubblicato il nuovo omonimo disco con un ospite molto speciale: Fabrizio Bosso. Ne abbiamo parlato con lui per capire meglio come è nato questo lavoro.

CMZ: Buongiorno Michele. Chi e cosa troviamo nel tuo nuovo disco MiCO?
MiCO: Buongiorno a voi! In MiCO trovate tutto me stesso, la mia vita, le mie emozioni, le gioie e le paure; dentro ci ho messo passione, tenacia e resilienza. È un progetto di lunga gestazione, infatti alcuni brani erano nel “cassetto” da anni, altri sono più recenti. Da diverso tempo volevo esprimere le mie idee in un progetto unitario. Con molta costanza sono andato avanti, fino a vedere concretizzato questo album, dovetrovate un filo da seguire… quasi un codice per decifrare un segreto. È un disco in cui ho messo anima, cuore e passione e sono molto felice perché tantissime persone che l’hanno già ascoltato mi scrivono che queste “vibrazioni”… arrivano! E questa è, credo, la cosa più bella che un artista possa sentirsi dire!

CMZ: Lo special guest è Fabrizio Bosso. Come lo hai coinvolto e che rapporto artistico si è instaurato tra di voi?
MiCO: Ho coinvolto Fabrizio Bosso nel modo più classico: gli ho inviato i miei brani chiedendogli se fosse interessato a suonarne qualcuno. I miei pezzi gli sono piaciuti molto, così abbiamo cominciato ad impostare la collaborazione. Per me è stata e continua ad essere un’esperienza emozionante ed illuminante. Poter sentire la sua tromba suonare le mie note, su una musica che già, per me, ha un enorme carico emozionale, è stato qualcosa di impareggiabile. Quello che scrivo proviene dalle mie emozioni e Fabrizio, e come lui tutti i grandi musicisti che ho scelto per questo progetto, è riuscito a coglierle, enfatizzarle ed esprimerle in maniera sublime. L’8 settembre Fabrizio sarà con noi sul palco del Teatro Bramante di Urbania per il Durante Festival. Un Festival che vede la presenza di nomi di rilevanza internazionale, organizzato dall’Ente Concerti di Pesaro e dal Comune di Urbania con la direzione artistica del Maestro Federico Mondelci. Avremo altre date insieme, è ora che il mondo dello spettacolo si metta nuovamente in moto.

CMZ: Che clima si è creato in studio di registrazione e quale è stata la genesi delle composizioni?
MiCO: Non c’è una formula precisa per la genesi delle composizioni. Tutto nasce semplicemente dalla voglia di esprimere le mie idee. Come ho già detto, i brani sono frutto di momenti di vita vissuta, panorami, sensazioni, immagini sognanti… la mia vita. Per creare tutto questo ho avuto la fortuna di avere al mio fianco persone che hanno creduto in me e alcune di queste suonano nel disco. Siamo tutti amici e questo fa la differenza. Suoniamo da tanto tempo insieme e viviamo tutti la Musica con la stessa intenzione. Liberi e complici. Quando ci siamo chiusi in studio di registrazione, raccontavo ai “ragazzi” la ragione di quello che avevo scritto… il senso… la storia della nascita di ogni brano, quello cioè che volevo esprimere con la musica. I suoni e l’intenzione giusti sono arrivati subito. Ognuno di loro ha portato il suo contributo musicale e spirituale alla musica che avevo proposto. Così è nato “MiCO”. È una visione collettiva e allo stesso tempo soggettiva dello stesso segreto.

CMZ: A noi MiCO è piaciuto molto, soprattutto per il mix incredibile di generi e sonorità che ci ha fatto fare letteralmente il giro del mondo. In che modo hai creato questo stile?
MiCO: Grazie! È una bellissima cosa da sentirsi dire! Credo che sia merito del ventennale bagaglio musicale che porto con me, tutta la musica che, nel tempo, ho ascoltato, suonato e amato. Quel mix di generi che sentite in MiCO è dentro di me, è il mio “linguaggio”, ed è stato ulteriormente mixato dai diversi (ma molto affini) “linguaggi” dei grandi musicisti che ho voluto con me in questo progetto. Come dicevo, l’ispirazione principale proviene da quello che mi succede, come lo vivo e come reagisco e anche durante la produzione del disco ho mantenuto il focus sui miei gusti. Ho lavorato molto anche sui suoni e ho curato molto l’idea e l’intenzione da dare a questi scorci di vita, come cioè intendevo che i brani venissero suonati e percepiti. Volevo che la mia musica fosse piena di groove ma allo stesso tempo melodica. Forte ma raffinata.

CMZ: Quanto studio e preparazione ci vuole per arrivare ad un prodotto di così alta qualità?
MiCO: Tanto… quel tanto che basta per far sembrare facili le cose difficili. A parte le battute, suono da quando ho 11 anni, studio musica da vent’anni. La musica è tutto per me! Ma non sento la fatica dell’impegno, perché la musica mi ha sempre “chiamato” e sarebbe più difficile starne lontano! Lo studio più grande, comunque, è quello che si fa su se stessi.

CMZ: Quali saranno i prossimi appuntamenti con la tua musica?
MiCO: Ora il desiderio principale è quello di suonare dal vivo! Vorrei poter fare tanti concerti, MiCO è una formazione che esprime tutto il suo potenziale dal vivo! In questo lungo anno di chiusure, il palco mi è mancato tantissimo: sia da musicista che da spettatore. Ho molte altre cose in cantiere che vorrei concretizzare in un “MiCO volume 2”, ma un passo alla volta…

Grazie a tutti!