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Maione ci racconta “Parola di Franz”.

“Sono molto disturbato (l’impiegato)” è il nuovo singolo e video firmato da Maione: una storia teoricamente comune, guidata da un ritmo trascinante e un potente groove di basso. Tra “giorni gabbiani” e pesci nell’acquario, Maione racconta una storia di ordinaria follia, una sorta di faccia a faccia con un personaggio apparentemente “normale” ma con molto da nascondere e da raccontare.

CMZ: Com’è nata la scelta del titolo ?
M:
Il cd prende il titolo dalla seconda traccia. Nel momento in cui realizzai la canzone “Parola di Franz!” pensai che avrei intitolato così il cd. “Parola di Franz!” è una specie di marchio, come d’altronde “Assassini si nasce”, il primo cd che prende il titolo dall’omonimo brano.

CMZ: Raccontaci un po’ di questo album ?
M:
Subito dopo l’album Assassini si nasce avevo già in mente di farne un altro. È un album più cantato rispetto al primo, nel senso che ci sono molte più parole, ma non a scapito della musica… Volevo fare qualcosa che, dal punto di vista dei testi, parlasse in prevalenza di personaggi e fatti che mi suscitano particolare interesse, curiosità, attenzione. Poi, nel caso di Franz, stiamo parlando di una persona che ha lasciato un segno profondo nella mia vita…

CMZ: Che tematiche trattano i testi ?
M:
Le tematiche sono quelle degli stessi personaggi raccontati nei brani. In prevalenza c’è un’attenzione verso i più deboli, i dimenticati, gli outsider senza colpe, che più di altri faticano a stare a galla in questo mare buio del nostro tempo, dove sembra che il nichilismo abbia preso il sopravvento su tutto. Ma in tutto questo non ho sacrificato l’ironia…

CMZ: A chi accosteresti il tuo sound ?
M:
Mah, non saprei. Nella mia carriera ho attraversato molteplici generi musicali cercando sempre di seguire un punto fermo, il consolidamento di un mio stile compositivo, laddove, seppure con tante sfaccettature, venisse fuori la mia personalità. Comunque  Il sound è rock, pop, world, canzone d’autore con annessi e connessi…

CMZ: Come nasce la stesura di un brano ?
M:
La stesura di un brano nasce quasi sempre da un’idea primaria, che può essere un riff di chitarra o un concetto che vuoi esprimere, un’emozione che vuoi condividere. Di solito non mi metto mai a tavolino. Se non c’è un’emozione dietro o un’idea, un qualcosa che ho trovato anche senza cercare, non mi metto da zero a pensare di scrivere una canzone, un testo… Aspetto appunto un’ispirazione che mi solleciti, e a quel punto mi metto aIl’opera perchè venga fuori qualcosa di compiuto. Poi capita che ci torni su, soprattutto in fase di arrangiamento.

CMZ: Abbiamo visto che nel cd hai suonato quasi tutto tu. Poi in qualche brano ci sono interventi di altri musicisti. Ci puoi parlare un po’ di questo?
M:
Io ho cantato, ovviamente e ho suonato le varie chitarre, il basso, e ho sovrainciso i cori. Premetto che non sono assolutamente un bassista, anzi ho dovuto esercitarmi abbastanza prima di incidere. L’unico brano eseguito da un bassista vero (Alex Mandelli, che tra l’altro è anche chitarrista), è la traccia 11. Nelle tracce 2, 4 e 8 c’è l’apporto del grande fisarmonicista Nadio Marenco, nella traccia 4 c’è anche il bravissimo Massimo Marcer alla tromba. Nella traccia 7, (io lo chiamo il poeta del violino), si tratta di Murizio Dehò che si è fatto davvero in 4 in senso “fisico” ahaha, perchè prima ha suonato il violino, poi il secondo violino, poi viola e infine violoncello. Un quartetto d’archi mi sarebbe costato troppo, e poi è davvero un piacere enorme oltre che un onore avere Dehò che suona nel mio cd, oltre agli altri sopracitati.
Per tutto il resto come già detto in altre interviste, devo ringraziare il bravissimo Giuseppe Rotondi, batterista, programmatore, co-arrangiatore e fonico. Mi sarebbe piaciuto coinvolgere molte altre persone, ma oggi come oggi devi chiedere favori agli amici, altrimenti non vai da nessuna parte. Ma, insomma, non si può sempre chiedere favori agli amici,il lavoro va pagato, e la musica, che si voglia o no è anche un lavoro, eccome!

CMZ: Visto che sei anche un chitarrista, a quale chitarrista, ti ispiri, se ce n’è uno in particolare?
M:
Il mio primo amore giovanile è stato Santana, poi ne sono venuti tanti altri: Assolutamente Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore, Jimmy Page, molti bluesmen, tra cui il grande Buddy Guy, B.B. King, Eric Clapton. Poi in altri generi l’adoratissimo Adrian Belew, ma non solo. Mi piacciono anche molti chitarristi fusion, anche se è un genere che non ho mai praticato. Mi piace Scott Henderson, Frank Gambale, Mike Stern. E poi ci sono anche i virtuosi alla Van Halen, Malmeesten, eccetera. Be’, insomma ce ne sono tanti, ovviamente dipende dal genere. Amo molto anche Andy Summers, il grande Marc Ribot e tanti altri, anche del panorama gipsy jazz e flamenco. Sarebbe una lista infinita. In particolare non mi ispiro a nessuno dei sopracitati, ma li ho ascoltati e quando ascolti, assorbi. Comunque io sono molto critico verso il mio “chitarrismo”. Meglio che faccia il cantautore…

CMZ:Che cosa farà da grande Maione ?
M: Il bambino.

CMZ:Saluta con un messaggio i nostri lettori
M:
Non so se farlo con un sms o un whathapp. Forse meglio una mail. Controllate la casella spam! “Scherzi” a parte, cari lettori, pochi o tanti che siate, vi ringrazio molto per avermi dedicato un po’ del vostro tempo. A presto.

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