Lisa Papineau (FR/ US): in tour in Italia per presentare il nuovo album

Torna in Italia dopo alcuni anni di assenza Lisa Papineau, musicista franco-statunitense che si muove fra alt.folk e contaminazioni world ed elettroniche.
Lisa presenterà, in duo con Matthieu Lesenechal, il nuovo album “Oh Dead On Oh Love”, uscito a metà Febbraio su Team Player.

Queste le date:
31 Maggio Pisa: Caracol
01 Giugno Alessandria: Cascina Bellaria
02 Giugno Genova: Kowalski (Anteprima Lilith Festival)
03 Giugno Milano: Gattò Robe e Cucina
04 Giugno Terni: Mishima
06 Giugno Scauri di Minturno (LT): Mary Rock
07 Giugno Marina di Gioiosa Jonica (RC): Blue Dalhia
08 Giugno Roma (IT): LIve-IN
09 Giugno Perugia (IT): Il Giardino

Lisa Papineau, artista statunitense di origini francesi che oggi si divide fra Parigi e Los Angeles, ha iniziato la sua carriera nel teatro sperimentale e da allora ha accumulato un corpus di opere che comprende album, colonne sonore di film, installazioni artistiche, produzioni di danza e teatro, narrazione e produzione.
Il marchio incondibile della Papineau è però soprattutto la sua voce, che Tori Amos una volta dichiarò avere “… il potere evocativo di Bon Scott e la liricità di un oboe …”
Un timbro che caratterizza tutte le sue numerose collaborazioni, con AIR, M83, Jun Miyake, Halo Orbit, Jam Da Silva, Anubian Lights, le sue apparizioni nelle colonne sonore di Pina (il film di Wenders su Pina Bausch), Watchman, Super e Crow II (candidato agli Academy Award), nonché i suoi progetti: Pet (con il compositore Tyler Bates), Big Sir (il suo progetto di lunga data con il bassista dei Mars Volta Juan Alderete) nonchè il suo omonimo gruppo.

Già nota al pubblico italiano grazie a diversi tour con la sua band e coi Big Sir, nel suo quarto album solista, “Oh Dead On Oh Love”, la Papineau ha creato una tela acustica di arrangiamenti rigogliosi ma silenziosamente inquietanti: archi, ottoni, fiati e altri strumenti tradizionali si fondono organicamente con i toni dell’ambiente. Vocalizzazioni percussive, inquietanti ondate che ricordano Yma Sumac o Meredith Monk e che si dipanano in echi, urla e sussurri.