Crea sito

Light in The Sky

La band ligure dei Light in The Sky, dopo dieci anni di attività, pubblica l’esordio “Revolution”: una rivoluzione rock in tredici brani influenzata dai grandi nomi del rock internazionale

SGW: La vostra band nasce dieci anni fa ma arrivate all’esordio su Lp ora: che cos’è successo nel frattempo?
LiTS: I Light in the Sky si sono in effetti formati dieci anni fa con lo scopo di arrivare a produrre brani originali, ma inizialmente è stato necessario orientarsi ad una dimensione prevalentemente live, in cui ai primi brani originali era affiancato un repertorio costituito prevalentemente di cover. Grazie a questo percorso, circa due anni fa abbiamo raggiunto maturazione e la consapevolezza necessarie a concretizzare il nostro lavoro dando così alla luce Revolution.

SGW: “Revolution” è il vostro primo disco: ma voi siete veramente rivoluzionari, nelle vostre vite private?
LiTS: Beh, dipende dall’accezione che si dà al termine “rivoluzionario”. La rivoluzione che dà il titolo all’album è un processo interiore. In fondo, potremmo dire che chiunque decida di mettersi in discussione per cambiare la propria vita, possa in un certo senso definirsi un rivoluzionario. Nel nostro piccolo, abbiamo cercato di mettere in atto un cambiamento radicale nelle nostre vite, cercando di abbattere quegli schemi e affrontare quelle paure che spesso ci impediscono di esprimere liberamente la nostra essenza. In realtà, tutto questo ha influenzato ed influenza profondamente anche il nostro modo di fare musica.

SGW: Il vostro suono è molto rock, anche se le tendenze del momento vanno da tutt’altra parte. Da dove nascono le vostre scelte sonore?
LiTS: Potremmo dire che i LiTS nel corso del loro percorso hanno avuto occasione di approfondire, sperimentare e reinterpretare le diverse correnti che hanno animato il rock a partire dalla fine degli anni ‘60. Questo ha influenzato profondamente il nostro modo di esprimerci musicalmente, anche perché in fin dei conti il rock è il genere che meglio rispecchia il nostro modo di essere, anche se, ovviamente, abbiamo cercato di reinterpretarlo in modo personale con lo scopo di portarlo ad una dimensione più attuale.

SGW: Di che cosa parlano i vostri testi?
LiTS: I nostri testi sono fotografie dei vari momenti che hanno costituito questo percorso di cambiamento. Prendendo spunto da queste immagini di vissuto personale, i nostri testi sono spunti di riflessione sulla contrapposizione tra i nostri limiti e le nostre paure, e quello che giace aldilà di esse. Si tratta di piccole battaglie quotidiane che a suo modo ognuno di noi affronta nel proprio percorso di vita.

SGW: Il vostro nuovo disco racchiude brani scritti nel corso del tempo oppure è la fotografia di questo momento?
LiTS: Potremmo dire che più che una fotografia è un insieme di scatti, fatti durante questi anni di percorso durante il quale hanno, uno dopo l’altro, preso forma i nostri brani.

SGW: Una band o un artista ai quali fate riferimento e che amate particolarmente?
LiTS: Beh, in realtà ognuno dei LiTS viene da influenze profondamente diverse, in particolare Lorenzo è un amante delle atmosfere dei Pink Floyd e del sound degli AC/DC. Teo ama particolarmente le chitarre di Neil Rodgers e le diverse sfumature di Dave Grohl. Tony ama la corrente dark-wave anni 80, ma il suo idolo incontrastato è Keith Richards.

Close
Social profiles