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Kids On Neptune – Homeland (Recensione)

Forlì 2012 nasce una realtà destinata a far parlare di se in maniera positiva con l’intento a nostro avviso di lasciare un segno indelebile nella scena underground italiana.
Stiamo parlando del trio romagnolo dei Kids On Neptune che pubblica ad Ottobre l’album Homeland (Seahorse Record).
Un viaggio che porta l’ascoltatore verso dimensioni Alternative/Punk/Stoner Rock, un buon mix che la band riesce a gestire in maniera egregia e senza sbaffature nell’arco dei dieci brani contenuti in questo lavoro. Un bell’impasto che richiama scenari puliti amalgamati da riff più raggianti il tutto ben incollato da una linea vocale cattiva e che riesce a tenere vivo tutto il cammino.
I tre ragazzi si intendono alla perfezione partorendo tracce interessanti e con spunti diversi l’una dall’altra basti ascoltare A Collapse, pulita e limpida e Children of the Sun, più corposa e calda.
Un quadro dunque vario ma legato insieme da idee vincenti e rese ancora più particolare nella struttura dove sono presenti in alcuni casi variazioni di tempo senza creare difficoltà ma anzi con l’impressione che i Kids On Neptune si divertino a calarsi nel difficile.
Menzionare ogni singola traccia non ha importanza perchè alla fine rimarebbe sicuramente un bel ricordo sancito da un’intesa perfetta che ha generato un album davvero di pregvole fattura.
Kids On Neptune – Homeland chi può si vada ad accaparrare questo bel dischetto.

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