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Joan Quille

Sette brani dall’anima rock-elettronica, scritti dall’artista in collaborazione con Valerio Gaffurini e Alessandro Ducoli. L’album vuole raccontare una storia, in una forma fiabesca, poiché è l’espediente narrativo più semplice che sin dall’infanzia ci permette di cogliere al meglio il messaggio che si desidera trasmettere. La favola racconta di una principessa che vive in un castello insieme a un drago del quale è innamorata. Nonostante la possibilità di salvezza proveniente dall’esterno e alla presenza di un principe, lei rimane ancorata al sentimento che prova per il mostro. Al termine della storia la principessa comprende che il loro tipo di rapporto, tuttavia, non può essere reale e, anzi, non fa che prosciugarla; capisce che per uscirne deve essere lei la salvatrice di se stessa: uccide il drago e scappa dal castello.

CMZ: Ciao chi è Joan Quille?
JQ:
Joan Quille è uno pseudonimo; dietro lei sta Annalisa Mazzolari, ragazza di 22 anni, musicista e studentessa di filosofia, che ha scelto di chiamarsi in questo modo per esprimere il proprio lato artistico, quello che si è prefissata di irradiare al fine di farsi carico e trasmettere importanti valori quali l’ottimismo, la bellezza, il coraggio e la forza di combattere.
Joan Quille è un nome di sua invenzione proveniente dal fiore “giunchiglia”, un bocciolo radioso e dal tipico colore giallo che porta con sé i significati che ho sopra elencato.

CMZ: “Joan Quille” è il tuo album omonimo, raccontaci qualcosa di questo progetto.
JQ:
È un progetto che è stato ed è molto importante per me. Essenzialmente perché ha rappresentato sin dall’inizio un grande salto: la messa a nudo di tematiche fortemente personali, di una storia autobiografica, in una forma tale però che non condizionasse la lettura del pubblico ma che, anzi, creasse delle immagini nelle quali tutti possono universalmente riconoscersi. Dal momento in cui è stato concepito, o per essere più specifica, da una sera trascorsa tra i libri in aula studio a Trento, dove ho frequentato l’università, ha subìto modifiche ed evoluzioni che sono state specchio di una determinante crescita non solo in ambito artistico ma anche nel privato. A oggi mi sembra davvero un lavoro stupendo, ne sono orgogliosa, perché canta tutto l’amore che mi è stato dato e che ho imparato a coltivare nei confronti delle persone che hanno creduto nelle mie idee e che mai smetterò di ringraziare.

CMZ: Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato il tuo sound?
JQ:
I miei ascolti spaziano parecchio: ho raccolto un po’ di elettronico e pop anglosassone (Massive Attack, Peter Gabriel, Elton John) per unirlo allo stile soul e al carisma delle grandi cantanti al femminile (Ella Fitzgerald, Aretha Franklin, Withney Houston) decorando il tutto con parole suggeritemi dal cantautorato italiano (Lucio Dalla, Gaber, Vecchioni, De Andrè).

CMZ: Sei soddisfatta di questo album? Oppure avresti voluto cambiare qualcosa?
JQ:
Come ho avuto modo di dire prima sono assolutamente soddisfatta, perché raccoglie il massimo potenziale che ho potuto dare…che tutti gli artisti che hanno collaborato hanno potuto dare in questo momento del mio percorso. Ovviamente non tange la perfezione (ma questo credo sia oltremodo impossibile in ogni caso) ma abbiamo lavorato davvero tanto perché uscisse fuori il meglio che potessimo mettere.

CMZ: Chi ascolta “Joan Quille”, a quali generi musicali potrà andare incontro?
JQ:
Ad un misto tra il pop/rock elettronico fuso al soul e il blues.

CMZ: Come è nata la collaborazione con Valerio Gaffurini e Alessandro Ducoli?
JQ:
Con Valerio avevo già avuto modo di collaborare nel mixaggio finale del mio primo album “Uomini Eroi” al termine del quale è nata subito la spinta per scrivere qualcosa di nuovo. Per la nuova strada il nostro cammino si è poi intrecciato con quello di Alessandro e così entrambi, insieme, mi hanno preso sotto le loro ali, come grandi maestri…l’uno di musica (Gaffurini) e l’altro di scrittura (Ducoli). Sono stati loro a propormi il cambio del nome; quando ho narrato loro la storia di Joan, senza specificare che fosse la mia, avevano visto in lei non solo la mia anima ma (e lo capisco solo ora) anche una personalità più forte, evidentemente. Di istinto (ma non senza timori) accettai la loro proposta, perché il nome suonava bene e perché mi fidavo della loro esperienza. Ora, a distanza di due anni, posso dire che effettivamente avevano visto qualcosa di più in Joan di una principessa che si racconta in sette tracce. Sono veramente fenomenali e li ringrazio per avermi aiutata a scoprirmi.

CMZ: Alla fine che farà da grande Joan Quille?
JQ:
Fin da bambina ho portato avanti il motto “quello che farò sarà cambiare il mondo”. Non l’ho mai abbandonato ma diciamo che si è ridimensionato; adesso è più un “spargerò giunchiglie ovunque” nel senso che mi piacerebbe portare positività, dare un contributo importante alla comunità in cui vivo, essere un buon esempio, raccontare storie che emozionino. Spero di esserne all’altezza, e spero che sia che diventi per professione una cantautrice o che mi specializzi in altri ambiti grazie ai miei studi filosofici questo sogno si possa concretizzare. Io ce la metterò tutta.

CMZ: Saluta con un consiglio alle nuove leve che vogliono addentrarsi nel mondo musicale!!
JQ:
Ragazzi, come ogni mondo non posso nascondervi che quello musicale è tosto, pieno di sfide e intemperie. Ma se dentro il cuore ogni volta che suonate, cantate, ballate, vi sentiti liberi e vi scoppia il cuore…allora io dico che sbattere tutte le mura e far sentire la propria voce per difendere la musica è l’esperienza più bella che possa capitarvi di vivere. Per me lo è stato, continua ad esserlo e sono sicura al cento per cento che lo sarà!

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