Il Sogno Di Rubik – “Stati equivoci dell’essere”

Per gli artisti non dev’essere facile confermare il clamore riscosso verso l’opera prima, poichè può subentrare quella naturale sensazione di timore che incarna il secondo atto, teso a non deludere le inevitabili aspettative, visto che con “Tentacles and Miracles” del 2020, Il Sogno di Rubik aveva fatto sgranare le orecchie per l’ottimo lavoro realizzato, con tanti e sorprendenti echi anche all’estero.

Ora il duo (che fà capo ai due fondatori Francesco Festinante e Cosimo D’Elia) punta sulla lingua nostrana per farci addentrare in significati molto, molto imi, come fossero speleologi del verbo e del senso umano nel nuovo album “Stati equivoci dell’essere”: 6 brani non dalla semplice intercettazione comprensiva, in quanto i Nostri s’impongono di esplorare nei segreti incontaminati del profondo vivere, tentando di catturare aspetti inediti e sconosciuti. Un disco, forse, non per tutti poichè colmo di riferimenti ed ispirazioni mistico-filosofiche (si parla di sintropia, regno dei Quanti, di Frattali e Santi, dello Jerofante e altro) che non attraccherà sùbito i gusti dei fruitori se non avranno la costanza di imporsi reiterati ascolti. Risulta giustificato, cosi, il cambio di lingua per provare a semplificarne la comprensione su tematiche già di per sè ricercate e sofisticate. Dalla titletrack a “Jerofante”, il combo sa come calare le nuove carte in tavola, come abili manipolatori del sound, incarnando energia post-rock, estraniante Indie e carica filo-noise in una bella quadratura d’insieme.
La ciliegia sulla torta la trovate nell’ascolto del fascinoso e trainante basso di Richard Sinclair (già all’opera con Caravan, Camel) presente in “Animali Sintropici” che valorizza, non poco, l’assetto qualitativo dell’opera intera.

Insomma, l’odissea musicale di “Stati equivoci dell’essere” supera di lunga i concetti superficiali del vivere, attraverso steps che non si fermano certamente qui, ma saranno sono i primi imput di un work-in-progress nel quale Francesco e Cosimo avranno modo di braccare nuove e inconoscibili dinamiche per stanarle, cosi, da segreti finora rimasti vergini ai più. Ci riusciranno? Con esploratori cosi, la risposta mi sembra ovvia e scontata: Si…ed oltre….

MAX CASALI