Esce il video de “L’Ultima Mano”, nuovo estratto dall’album d’esordio del progetto elettronico marchigiano

L’Ultima Mano è una riflessione amara su quanto le ferite inferte dalla vita possano condizionarci fino addirittura a definirci. L’io narrante del testo è un personaggio profondamente segnato da vicende negative nei propri rapporti interpersonali, a tal punto da rifugiarsi nella solitudine e nei ricordi per evitare ulteriori sofferenze. Un giudizio senza via d’uscita sul cinismo del destino: non c’è spazio per la speranza, che altro non è che un’illusione. Ciò che viene generalmente identificato con la maturità, nel caso del protagonista consiste nel prendere atto della fine verso cui è diretta ogni relazione umana” dichiara Barabba.

“Primo Tempo” è il primo album ufficiale a nome Barabba uscito il 14 gennaio 2022, sei tracce in cui confluiscono tre brani già editi come singoli tra dicembre 2020 e settembre 2021 (“Bianco Natale”, “Un Altro” e “Bastare a me stesso”), affiancati da altrettanti inediti, tra cui “Quei Due”, che vede la partecipazione alla voce di Giovanni Succi dei Bachi Da Pietra su un testo dello scrittore Marco Drago. Cifra, questa delle collaborazioni, che contraddistingue un lavoro impreziosito da numerosi interventi esterni (Serena Abrami, Caterina Trucchia, Paco Sangrado, Tommaso Uncini). Il titolo, “Primo Tempo”, allude a un’introduzione all’universo Barabba e alla sua poetica, facendo riferimento a una certa narrativa “cinematografica” delle storie che racconta e presagendo un auspicabile “Secondo Tempo”.

Beat elettronici e ambientazioni noir caratterizzano il sound del progetto Barabba, tra sinistre pulsazioni downtempo e soluzioni ritmiche prese con disinvoltura dal linguaggio urban e dalle evoluzioni della black music. Sui beat si innesta una voce grave che si muove tra spoken word e una sorta di rap anemico e primordiale, accennando qua e là melodie soul, I testi alternano sottile lirismo e crudo realismo, dipingendo storie il cui protagonista, Barabba, personaggio cinico e disilluso, anima tormentata che fatica a confrontarsi con la “normalità”, mette in scena i propri psicodrammi in una specie di continuo flusso di coscienza, raccontando di ansie, fantasmi personali e quotidiane miserie emotive. Il risultato è una sorta di trip hop esistenziale aggiornato all’era della trap e del cantautorato indie, ma dalle tinte decisamente più cupe, poco avvezzo a indulgere nei cliché di genere e altrettanto poco incline al lieto fine, per quanto non esente da una certa cinica ironia di fondo.

Da vent’anni Jonathan Iencinella, Riccardo Franconi e Nicola Amici battono in lungo e in largo il sottosuolo musicale italiano militando in formazioni di estrazione prevalentemente alt-rock come Guinea Pig, Lebowski, Jesus Franco & The Drogas, Lazzaro e Le Ossa, Kaouenn. Dal 2005 al 2013 condividono l’esperienza dei Butcher Mind Collapse, che con due dischi all’attivo e un’intensa attività live si impongono in quegli anni come una delle realtà più interessanti della scena noise nazionale. Nel 2019, accantonate chitarre distorte e batterie tonanti, danno vita al progetto Barabba, impegnandosi nell’elaborazione di una personale fusione tra elettronica e forme contemporanee di canzone d’autore.