Empathica – “The Fire Symphony”

Potenti, sinfonici, magniloquenti. Questi sono tre aggettivi che vorrei usare per aprire questa recensione e per mettere subito in chiaro che gli Empathica mi hanno preso sin dal primo ascolto, con il loro power metal orchestrale cantato con voce da soprano femminile. Il disco esce nel 2019 ed è l’esordio per questa band, ma fidatevi, dall’ascolto sembra che la band sia in giro da almeno una decina di anni. La band in questione arriva da Verona e parte con un primo ep che precede questo “The Fire Symphony”, intitolato “Orchestral Nightmares”. Successivamente la band ingloba nella line-up Filippo Tezza (cantante dei Chronosfear e altri) ed Alessia De Benedictis alla voce. 

Parlavamo di power metal sinfonico, ed è inutile negare che le radici dei nostri risiedano proprio in questo genere e in formazioni seminali come Nightwish, Epica, After Forever e via dicendo. La band non inventa molto di nuovo a dire il vero, ma la perizia tecnica e la cura con cui affrontano il loro “lavoro” danno modo a questo genere di arricchirsi di un nuovo, piacevolissimo album. Non si ha la sensazione che la band copi pedissequamente nessuno, ma sarebbe più giusto dire che ha delle influenze marcate, che servono però da rampa di lancio per far esprimere alla formazione tutto il loro estro. Quello che dico è riscontrabile nei non rari accenni al black metal sinfonico, come ad esempio si può sentire nella seconda metà della traccia “Prophecy”, ma anche in “Death Came Twice”. Anche in altri pezzi ci sono questi accenni più estremi, ma solitamente la band preferisce la via maestra del metal sinfonico e, soprattutto, melodico.

Un album comunque avvincente dalla prima all’ultima canzone, che trasporta emotivamente e non stanca. Non era facile realizzare un album di questo genere senza copiare troppo da chi è venuto prima, e perchè oggettivamente, per suonare questo genere di musica ci vanno gli attributi. Gli Empathica hanno invece superato la prova alla grande, quindi meritano un appplauso.