Demoghilas – “Sin Easter”

Sin Easter” suona come la cantilena di una entità che esterna il proprio animo malato. Disco concepito grossomodo durante gli ultimi due anni di pandemia, ed infatti i testi ne narrano alcuni aspetti, “Sin Easter” colpisce per un modo davvero peculiare di intendere l’alternative metal. Abbiamo davvero tante influenze in questo album, ma quelle predominanti sono quelle più electro/dark di band come Nine Inch Nail o Ramnstein.

Alfred Zilla è al timone di tutto questo circo (inteso in senso buono), in cui si respira un feeling decadente, espresso con passione e un certo humor nero che viene fuori ascoltando ad esempio la prima traccia, “Gelivoid” e l’ultima, “Sin Easter (Acoustic)”. Voci recitate che si alternano a urli liberatori, chitarre pesanti che si destreggiano tra doom, rock alternativo e tentazioni più estreme, batteria programmata che dà un tocco meccanico e futuristico ai brani. Ecco quindi un album privo di regole, dove ogni cosa può essere fatta o detta, anche se alla fine il nostro Alfred “Venom” Zilla dimostra di saper scrivere delle buone canzoni, dove emerge il suo gusto per la melodia e per la forma canzone. I testi trattano anche aspetti molto più personali, come ad esempio il sentirsi abbandonati o il non sentirsi a proprio agio in un mondo che schiaccia i sogni di chi è abituato a sognare. Un mondo troppo cinico e materialista che annienta l’individuo più sensibile, e che quindi in un certo senso se ne frega dell’estro artistico di chiunque e di conseguenza del suo mondo interiore.

La colonna sonora perfetta di questo mondo marcio e finto, questo è “Sin Easter”. Un album capace di far ballare su parole e note tristissime, di far battere il piede sulla tragicità di ciò che accade attorno a noi, anzi molte volte a noi direttamente. Un giudizio sull’opera inerente solo l’aspetto tecnico e musicale, in questo caso, sarebbe del tuto inutile e fuorviante, perchè “Sin Easter” è molto di più, anche se in futuro Demoghilas potrebbe lavorare meglio su alcuni arrangiamenti che risultano ancora non ben focalizzati, poi anche sulla voce e sulla produzione del suono. Detto questo, comunque, “Sin Easter” è un buonissimo album che sicuramente potrà piacere alle menti più aperte in ambito rock e metal.