“Delle Sirene Il cAnto”, è il nuovo singolo di Itaca Reveski

Continua il viaggio musicale di Itaca Reveski, uno dei nuovi progetti più talentuosi della scena indipendente come riconosciuto anche da Spotify Italia che l’ha inserito nelle playlist editoriali New Music Friday e A Fine GIornata.
La fine dell’estate sancisce l’uscita di Delle Sirene Il cAnto, quarto singolo che traduce in chiave musicale attuale il canto delle sirene omeriche.
“Pensando al momento dell’Odissea in cui Ulisse incontra le sirene e si fa legare all’albero maestro della sua nave per non cedere alla seduzione, ho immaginato le parole nel loro leggendario canto. Dato che Omero ha lasciato all’immaginazione come effettivamente fosse o cosa dicesse, l’ho immaginato ad oggi, costruito su un ritmo ipnotico e con parole che mettano in dubbio le convinzioni base di un uomo sulla vita e la morte” afferma Itaca Reveski.
“E se morire fosse solo addormentarsi e sognare per sempre? / E se morire fosse solo risvegliarsi e poi vivere per sempre?” e poi ancora “Di fronte hai l’eternità”: un invito a scegliere volontariamente la morte (metaforica, interiore o letterale, irreversibile) facendo leva su dubbio e curiosità. Quante “sirene” incontriamo durante le nostre vite? Scegliamo mai la “morte” per loro?
Il videoclip che accompagna Delle Sirene Il cAnto, disponibile su YouTube ed in streaming dal 25/09 è stato realizzato dall’artista e regista Shyam Talwar con personaggi e scenografie create ad hoc, volte a riportare creare una storia basata sul punto di vista di uno scheletro che potrebbe essere contemporaneamente sia sveglio, sia addormentato e sognante. Inconsapevole del suo stato, si perde nei ricordi iniziando il viaggio alla scoperta di cosa sia la morte. Nel video presente la simbologia legata all’universo Itaca Reveski, lo “(0,0)” come punto di partenza ma che alla fine, non a caso, non è più nella posizione originaria.

Itaca Reveski (all’anagrafe Gianmarco Ricasoli) è un musicista, produttore e compositore di Nettuno in provincia di Roma.
Scopre la sua passione per la musica in tenera età e nel corso degli anni, tra studio di chitarra classica e poi elettrica, si avvicina al rock e al metal iniziando la sua prima esperienza in band con una tribute degli Iron Maiden all’età di 14 anni.
A 19 anni forma la sua prima band metal di inediti, gli Infinita Symphonia con 3 dischi all’attivo (2011, 2013, 2018) e collaborazioni in ambito metal con Fabio Lione (Rhapsody), Tim Owens (ex Malmsteen, ex Judas Priest), Michael Kiske (Helloween), Ralf Scheepers (Primal Fear) e Blaze Bayley (ex Iron Maiden).
Nel 2018 entra a far parte della formazione live di Wrongonyou per il “Rebirth tour” con date in tutta Italia e in Europa, tra cui il concerto del Primo Maggio 2018 di Roma.
Nel 2019 si avvicina al mondo delle musiche di sottofondo e delle colonne sonore componendo, tra le altre collaborazioni, la colonna sonora di “Capuchine Culture” del regista e biologo Luca Marino (premiato al “London independent film awards 2020” e “Calcutta international cult film festival 2020” e sul podio all’”International Wild Life Film Festival 2020”).
Nell’aprile 2020 vede la prima luce il progetto artistico Itaca Reveski con 20:venti, una canzone scritta insieme a tutti i suoi follower di Instagram nel periodo della quarantena a causa del Coronavirus, Nထvola, singolo inserito da Spotify Italia nella playlist editoriale A Fine Giornata, e Gdbye (0,0), ricevendo l’approvazione di stampa e pubblico e venendo segnalato da Spotify Italia nella playlist New Music Friday come una delle uscite discografiche più interessanti insieme ad artisti del calibro, tra gli altri, di Katy Perry, Mahmood e Levante.

“Ciò che racconto attraverso il progetto Itaca Reveski è una strana storia d’amore, quella tra Itaca e un viaggiatore. Attraverso la narrazione di questa storia e la scrittura della sua colonna sonora, rappresento metaforicamente il viaggio alla ricerca interiore dell’equilibrio, del bilanciamento tra Yin e Yang. Tutto questo, al fine di abbracciare e cullare chi è alla ricerca di qualcosa di più profondo della semplice vita standard.”