Damasco – S/T (Recensione)

I Damasco debuttano ad Aprile con l’album dall’omonimo titolo via Seahorse Record. Anticipato dal singolo “Bloodhound”, la band attiva sulla scena musicale dal 2014, sforna un prodotto niente male le cui fondamenta vertono su un’alternarsi tra melodie e ripartenze energiche tutto ben spalmato su cinque brani.
Quello che ne scaturisce si riassume in un ottimo alternative rock dalle sonorità profonde e scaldate al punto giusto. Il sound della band è sicuramente frutto di una senergia che porta alla ricerca di spunti ben assemblati tra loro così da generare tracce dal sapore mistico e raggiante Isaa, Luci e Ferro, per citarne alcune.
Il bagaglio culturale e la padronanza strumentale dei ragazzi sardi, porta a ottimi risultati anche in fase di suoni puliti e cristallini riuscendo a creare brani che pogggiano su figure dal doppio gusto, Ghiaia.
La band dei Damasco con questo nuovo lavoro vince e convince come si direbbe dopo una partita di calcio, riuscendo a regalare emosioni e senzazioni di alto livello, senza mai cadere nel banale anche per la parte relativa ai testi, componente importante.
I brani sono stati registrati, mixati e masterizzati da Villy Cocco Matteo Spiga e Paolo Mulas al V-Studio tra il 2016 e 2017 eccetto Bloodhound, registrato e mixato da Gabriele Boi allo Sleepwalkers club nell’agosto del 2014 e masterizzato da Magnus Lindberg, un appunto doveroso per un quadro completo della bella realtà che si stà affacciando nel nostro panorama underground italiano.