“Aralkum” il nuovo album di Galya Bisengalieva, in arrivo il 04 Settembre

Il restringimento del Mare d’Aral è stato definito uno dei peggiori disastri ambientali del pianeta. Situato in Asia Centrale, era tra i quattro laghi più grandi al mondo, finché i fiumi che sfociavano nel Mare d’Aral non furono deviati dal governo sovietico per un progetto d’irrigazione negli anni ’60. Da allora, il Lago sta scomparendo. Nel 1997 la sua dimensione si era ridotta del dieci per cento e le immagini dei satelliti della NASA scattate ad agosto 2014 mostrarono, per la prima volta nella storia moderna, il bacino est del lago completamente prosciugato, in una regione ora meglio conosciuta come deserto dell’Aralkum. Questo enorme disastro ambientale è il protagonista di ‘Aralkum’, il disco di debutto della pluripremiata violinista Galya Bisengalieva in arrivo il 4 settembre per One Little Independent Records/Audiglobe.
Ad accompagnarne l’annuncio, il brano ‘Barsa-Kelmes’, il cui video, diretto da Damir Otegen racconta l’orrore di quelle terre, la cui verità non viene correttamente riferita. “Ho pensato che realizzare un video fosse importante per trasmettere l’orrore del disastro di Aral, dato che non è ben documentato in Occidente. Il brano lascia una sensazione di isolamento, così ho voluto che la storia venisse raccontata attraverso gli occhi di un individuo. Il personaggio è volutamente androgino, aspetto che va contro la cultura kazkaka tipicamente maschile. Per me era importante che il video venisse realizzato da qualcuno che, come me, fosse cresciuto con la storia di questo disastro e che avesse potuto sperimentarne la devastazione in prima persona. Sono stata contenta di commissionare il lavoro a Damir, che vive nella mia città natale, Almaty” afferma Galya Bisengalieva.
“Il video racconta di un essere umano che, nella vita, ha perso tutto e fa un ultimo disperato tentativo per riportare tutto al posto giusto. La storia è ambientata in Kazakhstan, in un porto un tempo prospero. A tarda notte qualcuno irrompe nel garage del serbatoio della città, ruba un’auto carica d’acqua e scappa a tutta velocità verso il deserto, dove un tempo c’era il lago. Più si addentra nel deserto più si iniziano a notare creature mistiche che abitano in questo cimitero di navi e che prestano attenzione all’improvviso ospite. Qualcosa di mistico sta succedendo. Che si tratti di un sogno o di una realtà parallela, non lo sappiamo. Ma una cosa è chiara: vediamo la morte, la morte del mare e la morte di tutto ciò che vi è connesso” – Damir Otegen, regista del video.
Nata ad Almaty, Kazakhstan, Galya Bisengalieva ha studiato alla Royal Academy of Music and Royal College of Music a Londra. Al suo debutto in solo al Teatro Colon di Buenos Aires ha ricevuto il Premio Rivelazione dalla Music Critics Association of Argentina e si è esibita, sempre in solo, in Europa, USA, India, Turchia, Brasile. Ha inoltre suonato il violino al Concerto per violino di Brahm come parte di There Will Be Blood: Live e ha presentato per la prima volta ‘Shades Lengthen’ di Edmund Finnis su BBC Radio 3.
Negli anni ha collaborato con compositori e musicisti del calibro di Steve Reich, Laurie Spiegel, Suzanne Ciani, Terry Riley, Pauline Oliveros ed ha commissionato ed eseguito nuovi lavori di Shiva Feshareki, Claire M Singer, Emilie Levienaise-Farrouch, Mica Levi e CHAINES.
Galya dirige la London Contemporary Orchestra ed ha suonato nel disco ‘A Moon Shaped Pool’ dei Radiohead, nella colonna sonora del film di Lynne Ramsay vincitore del Festival di Cannes ‘You Were Never Really Here’, nel remake di ‘Suspiria’ con Thom Yorke, nel disco ‘Blond’ di Frank Ocean e nella colonna sonora del film nominato agli Oscar ‘Phantom Thread’.
Recentemente ha scritto la traccia ‘Galya Beat’ con l’attrice aka Darren Cunningham e Sam Wilson, pubblicata come parte dell’LP LAGEOS su Ninja Tune Records.