Ancient Knights – “Camelot”

Che bello quando l’heavy metal si incontra con scenari fantasy e si concentra su un unico, storico concept come quello su Re Artù. E’ questo il caso di “Camelot”, primo album degli Ancient Knights, e che potremmo definire più come una metal opera, visti tutti gli ospiti presenti in questo lavoro. La prerogativa di base rimane il power metal di scuola Gamma Ray/Helloween, ma possiamo anche sentire accenni di Avantasia, Edguy e Statovarius, e anche un leggero tocco progressive che chiama in causa i grandi nomi di questo genere, come i Dream Theater ad esempio.

I musicisti “fissi” di questo album sono questi: 

  • Andrea “King Aramald” Atzori – Songwriting, Keyboards, Orchestrations, Backing Vocals.
  • Atzori Marcello – Songwriting, Keyboards, Drums, Orchestrations, Arrangments, Backing Vocals.
  • Matt “Steel” Siddi – Lead Vocals, Backing Vocals

Mentre tra gli ospiti troviamo Roberto Tiranti, Goran Edman, Fabio Lione, Elisa C. Martin, Matt Siddi…e la lista proseguirebbe ancora un po’.

La musica contenuta in questo album mi ha fatto pensare a dei menestrelli che si cimentano in un’opera power metal. I brani sono ricchi quanto basta di soluzioni, e la musica viene spesso impreziosita da tastiere e altri effetti che riempiono al meglio la base heavy che sorregge l’opera. La produzione appare pulitissima, forse anche troppo, nel senso che io avrei spinto un po’ di più sulla distorsione delle chitarre e avrei aggiunto corposità alla batteria. In ogni caso il lavoro suona molto bene e permette di apprezzare l’operato di tutti i musicisti, talvolta abbiamo degli assoli di chitarra che riportano al genio di Malmsteen, e devo dire che anche le tastiere si ritagliano spazi per scorribande varie ed assoli. Un esempio che può confermare quanto dico è tutto in uno degli episodi più belli della scaletta, ovvero “Prophecy of the Magic Kingdom”.

Se il disco fosse stato imbastito su queste coordinate avremmo gridato al capolavoro, ma comunque possiamo ritenerci soddisfatti. Anche quando la band decelera, come nel caso di “Para Siempre”, il disco risulta godibile e non viene meno alle sue qualità. Sarà un caso che in entrambi i brani canti Elisa Martin? Non saprei, ma la cantante spagnola a mio avviso è tra le cose migliori che si possono trovare in questo album. 
Aspettiamo ora il secondo disco di questa band, ma per adesso ci ha donato della grande musica.

REDAZIONE