Alex Marchetti (Les Flâneurs) pubblica il nuovo singolo “Il Silenzio”

“Il Silenzio” è il nuovo singolo per Les Flâneurs, progetto “aperto” di Alex Marchetti, anche bassista ne Il Discordine delle Cose.
Se il primo singolo “Dark Souls” rimandava alle atmosfere dense della Bristol trip-hop anni ’90, e il successivo “Your Days” aveva i toni leggeri e poetici della voce della svedese Hanna Turi, “Il Silenzio” si immerge nei vicoli, nei colori e nelle contraddizioni di Napoli, grazie alla collaborazione con Simone Mono dei Riva Band (sì, il nome è un omaggio al mitico Gigi Riva).
E Napoli è anche il luogo in cui Alex ha girato il video della canzone (in pieno stile flâneur), girovagando per la città ma soprattutto tra la sua gente, le sue espressioni, la sua gestualità.
I toni sono melancolici e delicati, fra primi Perturbazione e Tiromancino, amalgamati da basi elettroniche vintage.
Napoli non per caso. Napoli la città nota anche per i “caffè sospesi”, per un brano che parla proprio di amicizie e rapporti sospesi, quelli che per un motivo o per l’altro si perdono per strada, a volte anche non intenzionalmente.
Vi è mai capitato di tradire qualcuno a cui eravate molto legati, o viceversa qualcuno che ha tradito la vostra fiducia? Vi è rimasto in mano un rapporto in “sospeso”, non risolto, incompleto, che in qualche modo vi fa soffrire e sentire più soli?
Il Silenzio parla proprio di questo: del vuoto che si è inserito in quello che era un rapporto che ci faceva sentire bene e che è svanito, ma lasciando nel finale un messaggio che racchiude la speranza di una riconciliazione: “è difficile, ma siamo qui! E non importa più… (quello che è successo)”.

Le Flâneur è una figura dinamica: può sedere per delle ore in un bistro a osservare il mondo che gli scorre davanti, ma è anche un camminatore instancabile, in grado di coprire grandi distanze, viaggiando su rotte casuali.
Una condizione che gli permette di osservare ogni cosa che gli accade attorno, senza fretta.
E’ una sorta di eroe involontario, in lotta contro il confirmismo dei costumi per affermare la sua personalità.
In fondo, vuole solo salvare se stesso.

IL PROGETTO: Les Flâneurs nasce da un’idea del produttore Alessandro Marchetti, che è anche uno dei componenti della band indie Il Disordine delle Cose. Il gruppo ha pubblicato 3 album (Quite Please, Warner Chapell). Il full-lenght “La Giostra” è stato registrato in Islanda con il tecnico del suono dei Sigur Ros, mentre “In the Right Place” ha visto la luce in Scozia, nello studio di Mogwai e Belle and Sebastian.

Nel corso degli ultimi anni Alessandro ha registrato brani con un’anima e un’attitudine differenti, ora raccolti col nome Les Flâneurs, coinvolgendo diversi artisti con cui è venuto via via in contatto.
Lo stile spazia fra indie, elettronica e folk, con un utilizzo significativo di sintetizzatori, drum machines e sezioni orchestrali.
Lo attirava soprattutto l’idea di lavorare con voci differenti, soprattutto femminili.
Les Flâneurs non è una nuova band, quanto piuttosto un progetto collettivo, con Alessandro in qualità di mente e produttore, in cui tutti i talenti coinvolti hanno contribuito a sviluppare i brani.
Nell’attitudine, si potrebbe paragonare a quel che è UNKLE per James Lavelle, o Death in Vegas per Richard Fearless.
Nel lavoro completo partecipano artisti di nazioni diverse e lontane: l’italiana Carlot-ta, la svedese Hanna Turi, la brasiliana Priscila Ribas.
C’è anche una comparsata (ovviamente non autorizzata!) di Edith Piaf.
Les Flâneurs è anche un work in progress, con diversi singoli in uscita nei prossimi mesi, ognuno accompagnato da un video, col proposito di svelare l’intero album lungo un percorso che ci si augura porti anche a nuove collaborazioni.