Alberto Bettin – L’Impossibile, l’imprevedibile (Recensione)

L’Impossibile, l’imprevedibile è il nuovo lavoro di Alberto Bettin cantautore classe 1980. Semplice diretto , dalle sonorità morbide che di tanto in tanto si vanno a infrangere come onde sugli scogli, su acuti più marcati di una chitarra livemente graffiata così da poter collocare il cd tra il pop e l’alternative rock.
Alberto Bettin inizia molto presto il suo cammino come musicista andandosi a perfezionare tecnicamente e culturalmente, oltre manica nell’ambito jazz come pianista. Ed è proprio in questo album che si sente tutto il suo sapere, tutto quello che ha acquisito nel tempo, basta ascoltare Quando va bene dove un tocco leggero di mani che si posano su una tastiera di pianoforte generano atmosfere suggestive, di contro la bella e ritmata L’italiano fiero regala allegria ed energia con una lirica di attualità, mai banale. Indubbiamente i tecnicismi e le strutture complesse ma ben costruite Nonostante fanno alzare il livello di apprezzabilità di questo progetto, dove ogni singolo strumento in perfetta sinergia intavolano dialoghi costruenso così una traccia piacevole come del resto tutto il lavoro.
Innesti melodici di pianoforte che si vanno ad unire a timidi inserzioni di synth Le luminarie, danno un quadro completo delle potenzialità di Alberto che riesce ad esprimersi in ogni verso, senza mai cadere nello scontato.
L’Impossibile, l’imprevedibile, quarantasei minuti di ottima musica dislocata su undici brani con all’interno ospiti che contribuiscono a questa riuscita musicale con strumenti particolari come sassofono contralto, trombone, fisarmonica. Se siete alla ricerca di nuova energia e fresche idee siete nel posto giusto.